I Cigni Neri e l’Età dell’incertezza – Gutenberg XIX edizione

di Armando Vitale – Direttore Artistico di Progetto Gutenberg Fiera del Libro XIX edizione “Alfabeti del mondo nuovo”

I Cigni Neri e l’Età dell’incertezza

Parte il Salone del Libro di Torino. Al centro di questa Edizione, com’è stato annunciato, campeggiano i tre cigni neri del passaggio storico che può cambiare la condizione umana. Emergenza climatica e rischio ambientale, crisi pandemica e compromissione della salute individuale e collettiva, guerra d’aggressione alle porte dell’Europa scandiscono questi ultimi anni e mesi del nuovo millennio. Altro che fine della Storia, come scriveva e predicava Francis Fukujama! Non è più nel nostro orizzonte l’Età felice del superamento della guerra fredda, della libertà e della democrazia dispiegate, della prosperità e della sicurezza. Si moltiplicano invece le minacce alla pace, alla convivenza fra diversi, alla libera competizione democratica, al progresso economico e all’eguaglianza delle possibilità. Tanti sono i segni di un ritorno di Barbarie. Gli storici, che guardano in profondità al cammino della società, ci parlano di un Medio Evo ritornato, per l’interazione di guerre, crisi sanitaria, crisi economiche reiterate. Guerre, pestilenze, carestie ci hanno accompagnato per un lungo tratto, dal Mondo Antico al Medio Evo, sino alla modernità. Come leggiamo e vediamo ogni giorno, questi caratteri della nostra Storia sembrano permanere tenaci, per quanto i cambiamenti siano profondi, straordinari e convergenti nel migliorare le nostre condizioni di vita. Tutti avvertiamo un disagio profondo, si riaffacciano paure antiche e allarmi epocali, mentre il futuro ci viene incontro denso di minacce. I giovani, i bambini, gli anziani, sono messi a dura prova: tutti ormai colpiti dall’implacabile Covid o nell’intimo della psiche dalle immagini da fine del mondo che provengono dalla martoriata Ucraina. Si diffonde la sindrome da Cigno nero, l’animale stupendo e inquietante scoperto dagli esploratori europei nel XVI secolo. Si trovarono dinanzi ad un evento inaspettato e imprevedibile. I cigni della vecchia Europa erano infatti bianchi senza eccezione. Nassim Thaleb, matematico-filosofo di origine libanese, ha formulato una vera e propria teoria del cigno nero in un suggestivo libro omonimo. Egli sostiene che le nostre capacità di previsione sono deboli per gli scarti che il mondo reale ci presenta. Il futuro è perciò grandemente incerto e ci sorprende inermi perché tendiamo a conformarlo alle nostre aspettative. La razionalità degli umani è dunque debole e gli accadimenti, specie i più drammatici, sfuggono alla sua presa.

Il potere del “negativo” è invece immane perché i mali che ci colpiscono hanno un tremendo effetto cumulativo che non siamo in grado di contrastare con la necessaria energia ed efficacia.

Si può aggiungere che la nostra specie rimane fragile, come aveva compreso il genio di Leopardi. La “Ginestra”, il suo ultimo grande carme, attribuisce la responsabilità delle sciagure umane all’imprevidenza, all’egoistica miopia che genera “odi fraterni” e ci rende fragili ed esposti sia alla furia distruttiva della Natura che alle insensate guerre seminatrici di morte collettiva. Non c’è onnipotenza della Tecnica e Civiltà raffinata in grado di tutelarci dai grandi mali incombenti. Un ben noto proverbio calabrese recita: “chicati ‘juncu ‘ca passa la china” (piegati giunco fino a quando passa la piena dell’alluvione). La Ginestra ha incorporato questo abito di umiltà; il suo stelo “innocente” si curva saggiamente mentre la furia del Vesuvio erutta il suo magma impastato di fuoco e pomice travolgendo ogni cosa. Oggi diremmo che la Ginestra è dotata di una formidabile resilienza che le conferisce una miracolosa capacità rigenerativa e di rinascita. Di questo si parlava qualche giorno fa con Fabiana Cacciapuoti, custode delle Carte autografe di Leopardi e autrice di un bellissimo e denso libro sul poeta recanatese. La ascoltavano, in una mattinata di anticipazione di Progetto Gutenberg, giovani studenti, insegnanti e adulti profondamenti coinvolti e attenti, che hanno svolto sapienti riflessioni e posto intelligenti domande su un Autore ancora molto amato nonostante il suo lucido pessimismo.

Con Leopardi siamo già entrati nel vivo di Progetto Gutenberg Fiera del Libro XIX edizione. La dedichiamo ad un tema obbligato: “Alfabeti del mondo nuovo”.  In verità è il tema che Gutenberg indaga con giovani, ragazzi e bambini, con studenti e cittadini curiosi, fin dalla sua nascita nel lontano 2003. Il nostro orizzonte è sempre stato il mondo, i contrasti della turbolenta contemporaneità che ci è stata consegnata con tante promesse e che sembra deluderci, per la triste persistenza di crisi, disuguaglianze, violenze su Madre Natura, guerre, conflitti fra territori, generazioni, sessi. Ma il mondo nuovo parla anche la lingua delle possibilità inedite in una fase storica ricca di culture, scienza e tecnologie. C’è bisogno di sguardo acuto per fissare i punti critici della nostra incompiuta civiltà e immaginare un mondo nuovo rigenerato. La pace e la tutela attiva del pianeta terra sono oggi l’imperativo categorico per tutti. Le scuole della Calabria e le Associazioni, che da anni costituiscono la Rete virtuosa di un’originale e straordinaria Fiera del Libro nella quale si esplora la realtà, sono orgogliose di un esperimento che non ha imitatori in altre regioni d’Italia. Per questo chiediamo alle Istituzioni calabresi, ai cittadini tutti, di sostenerla, di guardare a questa XIX Edizione come il preludio di un Ventennale (2023) capace di coinvolgere la scuola italiana e l’Italia in una grande riflessione delle nostre comunità su chi siamo e su dove andiamo.

Badate che non facciamo dei libri delle tristi prigioni! Basta guardare i volti dei nostri adolescenti impegnati nel Progetto e nella discussione collettiva, o i visi sorridenti e attenti dei bambini di “Gutenberg Ragazzi” per comprendere che i libri possono diventare veicoli di allegria condivisa e di una rinnovata e ricca umanità.

 

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