Annita Vitale

Annita Vitale è nata a Lamezia Terme nel 1975, è sposata con Nico ed è mamma di tre figli, Giuseppe, Valentina e Mariasole. Laureata in Giurisprudenza dal 1999, lavora da oltre 15 anni nelle pubbliche amministrazioni come project manager, occupandosi di progettazione e attuazione di progetti complessi prevalentemente in ambito sociale e culturale. Per molti anni ha collaborato con il Dipartimento Sviluppo e Coesione del Ministero dello Sviluppo Economico per il quale ha contribuito al successo dell’APQ “Sensi Contemporanei” che ha portato in Calabria importanti progetti culturali Per oltre 10 anni si è occupata di fondi nazionali ed europei presso il Dipartimento Programmazione della Regione Calabria e di recente presso la Regione Campania. Attualmente lavora presso il Dipartimento Cultura e Istruzione della Regione Calabria, dove si occupa di patrimonio materiale e immateriale, di teatri, musei, biblioteche e archivi regionali. Un progetto speciale europeo l’ha di recente vista applicata nel delicato campo dell’immigrazione con un’esperienza dai profondi segni umani e professionali.

La sua passione per le lettere è antica e nutrita fin da bambina, nella dispiegata biblioteca di famiglia, dall’assidua frequentazione di grandi classici e autori emergenti che l’hanno segnata profondamente in termini personali e d’immaginario.

A Gutenberg XXII edizione, Ombre e luci del domani, si legge Zero, Grafichéditore

SINOSSI

“…e riprese il viaggio verso il fratello e suo padre e quell’incontro inatteso. Verso il passato, che quegli occhi le avevano rivelato e che gli anni trascorsi, le ore occupate a sconfigger fantasmi, l’astinenza totale dalla famiglia non erano riusciti a levarle da dosso.”

Zero è romanzo breve ambientato nella Calabria centrale. È un viaggio di ritorno la cui andata è smarrita nelle coscienze dei protagonisti. Due fratelli gemelli divisi dalla vita ma sempre uniti dalla traccia di sangue, un padre, perduto, una madre scomparsatroppo presto, la compagna di Edoardo, donna calabrese forte e volitiva, prestata al mondo, ed elemento salvifico nella vita del protagonista.

Zero è una storia di abuso sessuale a danno di minore perpetrato da uno dei genitori, il padre. Ed è una storia di percorsi e tentativi, di rinvii e di ripartenze, di disperazioni e di speranza.

Si snoda attraverso le vicende di una famiglia piccolo borghese devastata dall’evento violento anche se mai venuto alla luce in modo chiaro se non nel viaggio di ritorno.

C’è speranza e sofferenza, c’è la capacità di approfondimento di uno dei protagonisti, Valentina, la risparmiata, che anche per l’altro farà un lavoro a ritroso nella memoria e nell’inconscio per capire dove andare, per capire come fare a salvarsi ed a salvare la nuova famiglia intanto nata in Calabria.

Un romanzo delicato e forte insieme.

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