Piero Bevilacqua


Piero Bevilacqua, storico e scrittore, già professore di Storia contemporanea alla Sapienza Università di Roma, per Castelvecchi ha pubblicato, tra i più recenti, Perduti nel bosco (2023), Contagina. Dove tutto ebbe inizio e Discorsi d’osteria. Machiavelli e Guicciardini affacciati sul caos (2024). Tra le sue opere più note, spiccano inoltre Le Campagne nel Mezzogiorno tra fascismo e dopoguerra: il caso Calabria (Einaudi, Torino 1980), il saggio Breve storia dell’Italia meridionale dall’Ottocento ad oggi (Donzelli, Roma 1993), i volumi su Venezia e le acque: una metafora planetaria (Donzelli, Roma 1995) e su Demetra e Clio. Uomini e ambiente nella storia (Donzelli, Roma 2001), La mucca è savia. Ragioni storiche della crisi alimentare europea (Donzelli, Roma 2002) e La terra è finita. Breve storia dell’ambiente (Laterza, Roma-Bari 2006). Fra le opere da lui curate, si segnalano: Le bonifiche in Italia dal Settecento ad oggi con Manlio Rossi Doria e uscito per Laterza nel 1984; i tre volumi sulla Storia dell’Agricoltura italiana in età contemporanea, editi fra il 1989 e il 1991 dalla casa editrice Marsilio; assieme ad A. Placanica il volume sulla Calabria del 1985 per la collana einaudiana della «Storia d’Italia»; unitamente ad A. De Clementi e ad E. Franzina, i volumi I e II della Storia dell’Emigrazione italiana, usciti, rispettivamente nel 2001 e 2002, per l’editore Donzelli.

A Gutenberg XXII edizione, 2025, Ombre e luci del domani, si legge La guerra mondiale a pezzi e la disfatta dell’Unione Europea, Castelvecchi, 2025.

La guerra in Ucraina e il conflitto in Medio Oriente stanno rimescolando le carte dell’ordine mondiale. La Russia non è crollata, è anzi cresciuta economicamente; non è stata isolata, ma ha reso più influenti i BRICS. Gli Stati Uniti si sono rafforzati con una politica protezionista, mentre i Paesi europei hanno subito le conseguenze dell’aumento del costo dell’energia e delle materie prime. Ma è l’Unione Europea la vera perdente: la maggioranza dei cittadini rifiuta la guerra, sostiene partiti sovranisti che tutelano gli interessi nazionali e manifesta ostilità contro governi diventati il braccio esecutivo della NATO. Nel frattempo, il genocidio in corso a Gaza getta un’ombra di disonore sul ceto politico europeo, intento a realizzare un progetto di pace mondiale che si è tradotto in dipendenza da un impero in declino. Adottando un punto di vista critico e provocatorio, Piero Bevilacqua delinea un quadro della «guerra mondiale a pezzi», che è anche e soprattutto una «guerra capitalista». (fonte Castelvecchi)

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