Avviso su Progetto Gutenberg

Cari Attori e Amici di Progetto Gutenberg,
siamo a metà strada della crisi pandemica che ha scompaginato le nostre vite.
La schiarita è ancora troppo timida e ci interroghiamo sullo svolgimento, la durata, la conclusione della nostra “sopportabile” prigionia.
Nel teatro della guerra combattuta da settimane agiscono nella trincea più esposta medici e infermieri, e subito dopo forze dell’ordine, operai al lavoro per garantire al sistema sanitario i mezzi per la sopravvivenza e per la cura, dirigenti e impiegati dei servizi essenziali al paese, commesse/i dei supermercati.
A medici e infermieri, nuovi eroi consacrati sul campo, va ogni giorno il commosso pensiero della comunità nazionale. Stanno facendo l’impossibile e ogni giorno qualcuno offre il sacrificio della propria vita.
Ai morti di tutte le età dedichiamo un moto del cuore, una preghiera, religiosa o laica che sia.
La Scuola paga un prezzo alto che non riusciamo ancora a valutare, ma sono state messe in salvo tante vite umane e la risorsa preziosa dei nostri ragazzi e dei loro insegnanti.
La volontà e l’ingegno di un vasto esercito di docenti, e l’apprendistato veloce di nuove possibilità in un tremendo stato di eccezione, le stanno comunque permettendo di funzionare seppure con intermittenze e diversità territoriali. La didattica a distanza si rivela un utile esperimento. Noi attori e amici di Progetto Gutenberg non abbiamo mai demonizzato le tecnologie che cambiano le nostre vite ampliando possibilità e confini della nostra intelligenza e del nostro agire. La scuola sta verificando come la risorsa del web, di tutti i media disponibili, consente un dialogo utile e formativo tra docenti e studenti. Questo dicono tanti bravi colleghi che usano la risorsa delle nuove tecnologie e garantiscono percorsi di apprendimento e stimolanti conversazioni a distanza, pur lamentando con ragione l’assenza di una comunità viva e palpitante raccolta negli spazi fisici della scuola vera. Non vedo però ancora forti indicazioni ministeriali per ciò che riguarda uno svolgimento nuovo e interessante dei programmi. Sarà bene mettere a punto un quadro di riferimento per esami di Stato che non siano, dopo la bufera che avremo vissuto, una triste formalità, un’avventura, o un rito burocratico.
In un mondo tanto cambiato, dove si accumulano memorie preziose del nostro passato, nuovi saperi e sorprendenti scoperte scientifiche, è necessario congedare seriamente la cultura tuttologica, enciclopedica, organicista, che governa ancora le nostre scuole. Non si tratta di ridurre all’osso i programmi di lavoro, tagliando con l’accetta e impoverendo i contenuti. Occorre invece scegliere in modo intelligente e motivato cosa fare, privilegiando una didattica per “problemi” che li selezioni dentro una cornice di riferimento capace di sostenere la comprensione di temi e questioni rilevanti di ogni disciplina. Proprio l’Esame di Stato, nella congiuntura epidemica attuale, dovrebbe svolgersi attorno a nuclei significativi di problemi. Il dibattito degli ultimi trent’anni, il lavoro d’avanguardia di molti e qualificati docenti, l’esperienza stessa di Progetto Gutenberg, dimostrano che lavorando su temi, sui buoni libri, su testi integrativi dei manuali (da usare con intelligenza e parsimonia), l’interesse di bambini e ragazzi si accende, si apprende con partecipazione emotiva e in un crescendo di curiosità intellettuali.
Perché non utilizzare oggi la trama di Progetto Gutenberg 2020 per una didattica a distanza che non si riduca a esercizio tecnico e a sterile memorizzazione, ma sia ricca di senso e orientata ad interpretare questa inedita fase della storia umana?
Vi ricordo che il tema di questo infausto 2020 era (è) “Homo Sapiens? Fragile Civiltà”.
Non c’è stata nessuna capacità divinatoria. Gutenberg rimodula ogni anno le questioni di fondo del nostro “grande e terribile” mondo contemporaneo, cercando di offrire a tutti noi, specialmente ai bambini e ai giovani, chiavi diverse per poterlo conoscere e comprendere.
La tempesta del Coronavirus dimostra come le conquiste straordinarie di Homo Sapiens possano cedere alla furia distruttiva di un corpuscolo invisibile della natura. Si arresta l’immensa macchina produttiva del pianeta, regrediscono relazioni e socialità, si diffondono paure, opera la legge malthusiana dell’eliminazione dei più deboli.
Il grande scrittore israeliano David Grossman ha ricordato un passo celebre di “La Peste” Albert Camus: “Pensavano (gli uomini) che tutto per loro fosse possibile. Continuavano a fare affari, programmavano viaggi e avevano opinioni. Come avrebbero potuto pensare alla peste che sopprime il futuro?”. E Grossman annota ancora come in questi giorni “l’umanità ha chiuso i suoi lampioni uno dopo l’altro”, dai bar ai teatri, dagli impianti sportivi a musei, scuole, università.
La grande pandemia ha messo allo scoperto tutte le nostre fragilità: siamo una specie esposta alle malattie, ma unica sul pianeta terra a costruire la sua storia e a dotarsi di straordinari artifici come le società globali degli ultimi decenni. La superficie brillante è squarciata però da virus potenti: non siamo capaci di rimediare alle drammatiche disuguaglianze di un mondo unificato; mettiamo a rischio democrazie frutto di travagli secolari; tendiamo a rinnegare il valore supremo della solidarietà verso i deboli e i diversi; abbiamo colpevolmente indebolito lo Stato sociale (Welfare) e le grandi sue sentinelle come l’istruzione e la salute; non siamo affatto pronti a riconvertire le nostre economie e stili di vita mentre avanza la minaccia del riscaldamento climatico con i suoi sconvolgenti effetti; non rinunciamo ancora agli egoismi individuali, territoriali, statali; non sappiamo tenere a bada la volontà di potenza che si esprime nella produzione e disseminazione di armi sempre più distruttive. Ma per fortuna la “fragile civiltà” produce buoni i anticorpi: l’impegno eroico di tanti a garanzia dei Beni Comuni; la capacità di lavoro e sacrificio di uomini e donne della sanità; la resistenza alla deriva autoritaria delle grandi democrazie occidentali; la diffusione del volontariato solidarista, l’emersione di un movimento ecologista giovanile che incalza i governi e spinge a schierarsi gli scienziati che ormai predicono il futuro del tutto possibile di un pianeta inospitale se non si arresta la devastazione dell’Ambiente.
Nelle proposte di Autori e Libri che figurano nel Prospetto Autori-Libri 2020, vedrete che questi sono temi ricorrenti. Progetto Gutenberg vorrebbe giocare la sua partita dentro l’orizzonte dei problemi che ci interrogano nel modo più stringente. Naturalmente c’è spazio per le diversità, disciplinari, generazionali, di approccio, di genere letterario.
So bene che i docenti storicamente coinvolti nei percorsi Gutenberg sono già all’opera e che tanti affrontano domande e inquietudini dei loro allievi, e persino le angosce nascoste dei più piccoli.
Ma si può pensare ad una discussione su piattaforma di una rosa di libri belli, impegnati, i più pertinenti possibili ai grandi temi che il Progetto 2020 vuole sollevare? Avanzate suggerimenti, apriamo una discussione che coinvolga insegnanti, adulti, giovani, ragazzi. Utilizziamo le nostre pagine Facebook, verifichiamo se è possibile costruire percorsi con tecnologie condivise.
Chiudo rammentando l’interrogativo di intellettuali, religiosi, giornalisti, politici: può rimanere tutto come prima superata la crisi pandemica?
Molti richiamano la necessità di cambiamenti profondi, nell’economia, negli stili di vita, nella scala dei valori, nelle forme della socialità
Dovremo imparare l’arte della lentezza, riscoprire il bello della natura e del nostro patrimonio di paesi e città, ridurre i consumi superflui, coltivare le teorie e la pratica difficile della solidarietà fra gli Umani.
Rileggiamo insieme La Ginestra del nostro grande Leopardi, la sua rampogna verso il “secol superbo e sciocco” che magnifica ciecamente “le sorti progressive” delle società umane, che cadono invece preda di tante catastrofi e della lotta intestina, e incessante, fra gli uomini avvolti nel rancore, negli “odi fraterni”. Leopardi oppone a questi mali la costruzione della “social catena”, cioè di una confederazione universale che domi la bestia degli egoismi.
Infine: in un intenso dibattito fra importanti personalità della cultura italiana, ospitato su La Lettura del Corriere della Sera di domenica 22 marzo, il filosofo Salvatore Natoli e l’Accademico dei Lincei e neurobiologo Lamberto Maffei si interrogano su una possibile e nuova gerarchia di valori dopo la crisi. Le risposte sono improntate al disincanto. “Ma dopo saremo ancora solidali? L’umanità in genere dimentica” si risponde Maffei che non vede “un futuro in cui l’esperimento che ha fatto l’umanità su di noi dia luogo a un uomo migliore”. E Natoli aggiunge: “quando si è presi da un pericolo vicino, sparisce la preoccupazione per gli altri: Dov’è la Siria, dov’è la Turchia? Dov’è finita la disperazione dei migranti? David Hume dice che preferiamo la distruzione del mondo a un graffio sul nostro dito”. Amaro è il pessimismo di uomini che studiano e pensano. Noi possiamo nella nostra modestia rilanciare la formula “Pessimismo dell’Intelligenza, Ottimismo della volontà”, mettere insieme ostinatamente gli anelli possibili di una virtuosa “social catena”, fissare lo sguardo verso l’immagine dell’unico leader mondiale oggi sulla scena: quel Papa Francesco che percorre solitario le vie di Roma, che celebra per tutti la messa sul Sagrato di S. Pietro, che invoca l’assistenza divina, ma anche una nuova umanità generosa e cristianamente aperta alla fraternità.
Care/i amiche/ci, facciamo del nostro meglio per trasformare una terribile congiuntura in una bella e grande occasione di confronto.
Armando Vitale
 
P.S.
Un avviso. Dovrebbe essere pubblicata fra poco la graduatoria definitiva dei Progetti presentati ai sensi del Bando FUC della Regione Calabria. Ottimo era stato il piazzamento nella graduatoria provvisoria. È del tutto evidente che la Fiera non si potrà svolgere nel mese di maggio. La Regione Calabria dovrebbe pubblicare tra non molto un Decreto per rinviare tutte le scadenze e le fasi di svolgimento dei Progetti approvati. Vi informerò in modo tempestivo.

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